Sblocca Italia, in vigore il decreto. Le novità su semplificazioni edilizie, pacchetto casa e sblocca-opere

Sblocca Italia, in vigore il decreto. Le novità su semplificazioni edilizie, pacchetto casa e sblocca-opere

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge n. 133/2014 approvato il 29 agosto. Sparite le norme sui piccoli impianti FER

Sabato 13 Settembre 2014

Dopo una lunga attesa di ben 14 giorni dall’approvazione in Consiglio deiministri (il 29 agosto), sulla Gazzetta Ufficiale n.212 di ieri 12 settembre 2014 è stato finalmente pubblicato ildecreto legge Sblocca Italia – DL 12 settembre 2014, n. 133, dal titolo “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”.

In vigore da oggi 13 settembre 2014, il provvedimento è composto da 45 articoli e risulta molto snellito rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi. Dal testo sono spariti anche due articoli – presenti nella bozza datata 5 settembre – che introducevano disposizioni per i piccoli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e in materia di contributi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni.

Ieri si è svolta la conferenza stampa del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, nel corso della quale sono state illustrate le novità del decreto per quanto riguarda l’edilizia, il pacchetto casa e lo sblocca cantieri.

ART. 17: FRAZIONAMENTI E ACCORPAMENTI CON LA COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI (CIL). Tra le semplificazioni edilizie previste nel provvedimento, la possibilità di frazionare un’unità immobiliare in più unità immobiliari, o al contrario di accorpare più unità immobiliari, con una semplice comunicazione al Comune e non più con il permesso di costruire. In precedenza questa operazione era classificata come “ristrutturazione edilizia” e bisognava ottenere il permesso di costruire (90/150 giorni) e pagare il “contributo di costruzione”. Con la nuova norma, invece, questa operazione viene classificata come “manutenzione straordinaria” e può essere fatta con una semplice “comunicazione di inizio lavori” (CIL), non necessita del permesso di costruire e i contributi da versare sono solo quelli per gli oneri di urbanizzazione. Vengono quindi drasticamente accorciati i tempi e i costi. La norma vale anche per i negozi.

LAVORI SENZA INTERVENTI SULLE PARTI STRUTTURALI. Semplificazioni vengono introdotte anche per i lavori nell’unità immobiliare senza interventi sulle parti strutturali, ossia lavori che cambiano le superfici interne ma non la volumetria complessiva dell’edificio. In precedenza per questi lavori era necessaria la presentazione della CIL + i dati identificativi dell’impresa che esegue i lavori + relazione tecnica asseverata da un tecnico abilitato + progetto della ristrutturazione + presentazione degli atti di aggiornamento catastale a carico del cittadino. Con la nuova norma è sufficiente la presentazione della CIL + la dichiarazione di un tecnico abilitato che non si interviene sulle parti strutturali. La comunicazione è valida anche ai fini catastali e viene inoltrata dal Comune all’Agenzia del territorio. Dunque meno documenti (non serve il progetto) e meno costi per il cittadino (non si pagano più gli oneri di accatastamento). La stessa procedura vale anche per la manutenzione straordinaria dei fabbricati di un’impresa (capannoni).

PERMESSO DI COSTRUIRE IN DEROGA. Novità anche per quanto riguarda il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici, che ora viene rilasciato per interventi di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica attuati anche in aree industriali dismesse, nel rispetto delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio e delle altre normative di settore. È ammessa la richiesta di permesso di costruire anche in deroga alle destinazioni d’uso, previa deliberazione del Consiglio comunale che ne attesta l’interesse pubblico. I termini dell’istruttoria sono raddoppiati nei soli casi di progetti particolarmente complessi.

Prima, invece, il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici veniva rilasciato esclusivamente per edifici e impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del consiglio comunale, nel rispetto delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio e delle altre normative di settore. La deroga poteva riguardare esclusivamente i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati; e i termini dell’istruttoria erano raddoppiati per i comuni con più di 100.000 abitanti nonché per i progetti particolarmente complessi.

MISURE PER L’INCENTIVAZIONE DEGLI INVESTIMENTI IN ABITAZIONI IN LOCAZIONE (ART. 21). Il decreto Sblocca Italia pubblicato in Gazzetta introduce agevolazioni fiscali per chi acquista un alloggio e lo mette in affitto. Chi – persona fisica non esercente attività commerciale, o cooperativa edilizia – tra l’1.1.2014 e il 31.12.2017 acquista un alloggio e lo mette in affitto a canone concordato per 8 anni, potrà godere di una deduzione sull’imponibile IRPEF pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile sino a un massimo di spesa di 300.000 euro. Il beneficio (nell’ipotesi massima 60.000 euro) viene ripartito negli 8 anni del contratto di affitto (7.500 euro l’anno). La deduzione vale anche per l’acquisto di un secondo immobile da destinare alla locazione, fermo restando il limite complessivo massimo di 300.000 euro.

Le condizioni per ottenere il vantaggio fiscale sono:

a) non sussistano rapporti di parentela entro il primo grado tra locatore e locatario;

b) l’unità immobiliare non sia localizzata nelle zone omogenee classificate E (zone agricole);

c) l’unità immobiliare sia a destinazione residenziale, accatastata nel Gruppo A, ad eccezione delle Categorie A/1, A/8 o A/9;

d) l’unità immobiliare consegua prestazioni energetiche certificate in classe A o B.

L’agevolazione fiscale vale anche per chi costruisce un immobile su terreno edificabile già di sua proprietà prima dell’inizio dei lavori.

“Se acquisti una casa per fare un investimento e per otto anni lo metti in affitto a canone concordato, in qualunque città si trovi potrai ottenere uno sconto fiscale – si tratta di deduzioni – del 20% fino a 300mila euro che equivale a 60mila euro che verranno restituiti in otto anni dal fisco. Il vantaggio fiscale scatta da quando metti l’appartamento in affitto”, ha spiegato ieri il ministro Lupi nella conferenza stampa. “È un segnale fortissimo, una misura che serve per risolvere l’emergenza affitti, ma la condizione è che l’affitto sia a canone concordato”, ha aggiunto.

AGEVOLAZIONI PER L’AFFITTO CON RISCATTO (RENT TO BUY). Un’altra importante novità riguarda le agevolazioni per l’affitto con riscatto (rent to buy). Vengono estesi a tutti i contratti di affitto i benefici fiscali già previsti dal Decreto Casa ma sino ad ora limitati all’edilizia sociale.

Le convenzioni che disciplinano le locazioni di alloggio possono prevedere che – trascorsi almeno 7 anni dalla stipula del contratto di locazione – l’inquilino abbia la facoltà di riscattare l’unità immobiliare.

Chi acquista ha due vantaggi: 1) gli effetti fiscali della compravendita, sia per chi vende sia per chi acquista, scattano al momento del riscatto e non all’inizio del contratto di locazione; 2) l’acquirente guadagna 7 anni di tempo per il reperimento del fabbisogno finanziario residuo per comprare l’alloggio.

“Le agevolazioni vengono allargate anche ai privati. Oggi inizi a pagare e alla fine del settimo anno potrai acquistare la casa con le agevolazioni che sono già previste per gli alloggi sociali”, ha spiegato Lupi.

OPERE SBLOCCATE CON ACCELERAZIONE DI PROCEDURE (ART 1). L’articolo 1 del DL Sblocca Italia prevede lo sblocco di importanti opere infrastrutturali attraverso l’accelerazione delle procedure.

Asse ferroviario AV/AC Napoli-Bari

Obiettivo: apertura dei cantieri il 31 ottobre 2015 invece del 1° gennaio 2018. Conclusione dei lavori prevista per il 2022. I lavori prevedono sette lotti (tratte), che verranno via via messi in funzione al termine dei lavori su ogni singolo lotto. Il risultato sarà la riduzione di più di 1 ora e 30 minuti del tempo di percorrenza.Il costo totale dell’opera è di circa 6.200 milioni di euro. La norma sblocca 4.446 milioni di euro già disponibili; icantieri a regime daranno lavoro a circa 4.000 uomini mese (in fase di avvio 150/200).

Asse ferroviario Palermo-Catania-Messina

Obiettivo: apertura dei cantieri il 31 ottobre 2015 invece della previsione CIS che parlava in modo imprecisato di 2018. Conclusione dei lavori prevista per il 2023. L’opera consiste nel raddoppio dell’attuale linea ferroviaria a binario unico con conseguente incremento della frequenza dei treni, aumento della velocità e dimezzamento dei tempi di percorrenza. Il costo totale dell’opera è di 8.000 milioni di euro; la norma sblocca 2.164 milioni di euro già disponibili. I lavori prevedono 6 lotti (tratte), che verranno via via messi in funzione al termine dei lavori su ogni singolo lotto. I cantieri a regime daranno lavoro a circa 2.000 uomini mese (in fase di avvio 70/100) (esclusi il nodo di Catania e Raddusa-Palermo non ancora finanziati).

Contratto di programma 2012-2016 con RFI

La norma rende immediatamente attivabili nuove risorse per circa 5.000 milioni di euro già disponibili. Questi fondi sono destinati a interventi di sviluppo e di messa in sicurezza della rete ferroviaria nazionale a cui si aggiungono 220 milioni di euro per le attività di manutenzione straordinaria del Contratto di programma 2012-2016, parte Servizi. L’accelerazione delle procedure permette di risparmiare dagli 8 ai 12 mesi rispetto ai tempi normali di approvazione del contratto di programma da parte del Parlamento.

Contratti di programma degli aeroporti di interesse nazionale

La norma sblocca lavori previsti dal contratto di programma nei principali aeroporti italiani, tra cui Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia.

SBLOCCO DELLE PROCEDURE INTERNAZIONALI DI AGGIUDICAZIONE DI GRANDI OPERE IN PROJECT FINANCING (ART 2). La norma permette di avviare le gare internazionali per infrastrutture strategiche, come l’autostrada Orte-Mestre, rafforzando le garanzie per il concedente.

RISORSE PER LO SBLOCCO DI OPERE CANTIERABILI ENTRO DATE CERTE (ART 3). La norma eroga 3.890 milioni di euro e mobilita ulteriori risorse delle Regioni per 335 milioni.

Opere cantierabili entro il 31 dicembre 2014

– Completamento della copertura del Passante ferroviario di Torino, 25 milioni

– Completamento sistema idrico Basento-Bradano, Settore G, 65 milioni

– Asse autostradale Trieste-Venezia (terza corsia), 30 milioni

– Interventi di soppressione e automazione di passaggi a livello sulla rete ferroviaria, individuati, con priorità per la tratta terminale pugliese del corridoio ferroviario adriatico da Bologna a Lecce, 60 milioni

– Tratta Colosseo-Piazza Venezia della Linea C di Roma, 155 milioni

Opere cantierabili entro il 30 giugno 2015

– Ulteriore lotto costruttivo Asse AV/AC Verona-Padova, 90 milioni

– Completamento asse viario Lecco- Bergamo, 15 milioni

– Messa in sicurezza dell’asse ferroviario Cuneo –Ventimiglia, 29 milioni

– Completamento e ottimizzazione della Torino-Milano con la viabilità locale mediante l’interconnessione tra la SS 32 e la SP 299-Tangenziale di Novara-lotto 0 e lotto 1, 72 milioni

– Terzo Valico dei Giovi, AV Milano-Genova, 200 milioni

– Continuità interventi Nuovo Tunnel del Brennero, 270 milioni

– Quadrilatero autostradale Umbria-Marche, 120 milioni

– Completamento Linea 1 metropolitana di Napoli, 90 milioni

– Messa in sicurezza dei principali svincoli della Strada Statale 131 in Sardegna, 143 milioni

– Manutenzione ordinaria e straordinaria di ponti viadotti e gallerie della rete viaria nazionale, 300 milioni

Opere cantierabili entro il 31 agosto 2015

– Metropolitana di Torino, 100 milioni

– Metrotramvia di Firenze, 100 milioni

– Autostrada Salerno-Reggio Calabria, da svincolo di Rogliano a svincolo di Atilia, 381 milioni

– Autostrada Salerno-Reggio Calabria svincolo Lauretana Borrello, 38 milioni

– Adeguamento strada statale n.372 “Telesina” tra Caianello e Benevento, 90 milioni

– Completamento della S.S. 291 in Sardegna, 81 milioni

– Variante della “Tremezzina” sulla strada statale internazionale 340 “Regina”, 210 milioni (il finanziamento sblocca anche i 120 milioni stanziati dalla Regione Lombardia)

– Collegamento stradale Masserano –Ghemme, 80 milioni

– Ponte stradale di collegamento tra l’autostrada per Fiumicino e l’EUR, 145 milioni

– Asse viario Gamberale -Civitaluparella in Abruzzo (Val di Sangro), 62 milioni

– Primo lotto della strada statale 212 Fortorina, 65 milioni

– Quadruplicamento della linea ferroviaria Lucca Pistoia, 215 milioni (il finanziamento sblocca anche i 215 milioni stanziati dalla Regione Toscana)

– Aeroporto di Firenze, 50 milioni

– Aeroporto di Salerno, 40 milioni

– Completamento sistema idrico integrato della Regione Abruzzo, 69 milioni

– Opere segnalate dai Comuni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 2 al 15 giugno 2014 o richieste inviate ai sensi dell’art.18, comma 9, del decreto-legge n.69 del 2013, 400 milioni

– Opere pubbliche di completamento di beni immobiliari demaniali di competenza dei Provveditorati interregionali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, 100 milioni

ESCLUSIONE DAL PATTO DI STABILITÀ INTERNO DI INTERVENTI DEI COMUNI (ART 4). I Comuni potranno fare investimenti in opere pubbliche in deroga al patto di stabilità interno per 550 milioni di euro in due anni. 250 milioni di euro per l’anno 2014 per i pagamenti connessi alle opere, con segnalazione entro il 15 giugno 2014 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. 300 milioni di euro per gli anni 2014 e 2015 per i pagamenti successivi all’entrata in vigore del decreto per debiti in conto capitale.

SBLOCCO DI INVESTIMENTI DELLE CONCESSIONARI AUTOSTRADALI (ART 5). La norma sblocca investimenti per 10 miliardi di euro sulla rete autostradale italiana a fronte di proroghe o accorpamenti delle concessioni – richiesti entro il 31 dicembre 2014 con presentazione di un nuovo piano economico finanziario e sottoscritti entro il 31 agosto 2015 – che prevedano la realizzazione degli interventi infrastrutturali sulla base di tariffe e condizioni di accesso più favorevoli per gli utenti.

SBLOCCO DEGLI INVESTIMENTI SULLA BANDA ULTRA LARGA (ART 6). La norma incentiva investimenti nelle reti telematiche a banda ultra larga equiparando le infrastrutture immateriali a quelle materiali ed estendendo alle prime i benefici derivanti dalla defiscalizzazione per gli investimenti di soggetti privati (project financing): credito d’imposta su Ires e Irap complessivamente dovute dall’impresa che realizza l’intervento infrastrutturale entro il limite massimo del 50 per cento del costo dell’investimento. Il credito d’imposta non costituisce ricavo ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP ed è utilizzato in sede di dichiarazione dei redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

In base a questa norma si prevede che possano essere sbloccati 200/250 milioni di euro di investimenti per la banda ultra larga nei prossimi 5 anni.

DEFISCALIZZAZIONE DEGLI INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI IN FINANZA DI PROGETTO (ART 11). I soggetti privati che investono in infrastrutture non sovvenzionate da contributi pubblici potranno godere di credito di imposta a partire da un investimento di 50 milioni e non più di 200 milioni. Se prima il vincolo era per le “opere strategiche nazionali”, ora il beneficio fiscale vale anche per le opere “previste in piani o programmi approvati da amministrazioni pubbliche”.

INCENTIVO AL FINANZIAMENTO CON PROJECT BOND (ART 13). Pur già previsto dalla legislazione vigente, il mercato dei project bond in Italia non è di fatto mai decollato. La norma estende alcune garanzie a questa forma di finanziamento extra-bancario in modo da far rifluire sulle infrastrutture i finanziamenti di investitori istituzionali italiani ed esteri. A titolo di esempio delle potenzialità di questo strumento, si citano due progetti pronti a partire subito dopo l’approvazione del decreto del valore complessivo di 1 miliardo di euro.

RIFORMA DEI PORTI (ART 29). La norma prevede, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione dello Sblocca Italia, un decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che adotti il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica, con lo scopo di agevolare la crescita dei traffici e la promozione dell’intermodalità nel traffico merci, anche in relazione alla razionalizzazione, al riassetto e all’accorpamento delle Autorità portuali esistenti.

Per accelerare la realizzazione dei progetti di logistica portuale, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, le Autorità portuali presentano alla Presidenza del Consiglio un resoconto dei loro progetti. Entro i successivi 60 giorni i più urgenti verranno selezionati, d’intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e inseriti nel piano strategico nazionale.

da casaeclima.com