Lampadine LED: calano i prezzi e crescono le prestazioni, ma occhio alle fregature

I prezzi sono scesi del 30-40% in un anno e mezzo e l’efficienza media è cresciuta del 30%: ora le lampadine a LED hanno le carte in regola per essere una valida alternativa alle fluorescenti nell’illuminazione domestica. Il progetto europeo ‘Premium Light’ ha testato in laboratorio 80 prodotti tra i più diffusi, scoprendo anche chi imbroglia.

Qualenergia.it
08 ottobre 2014
“Per l’invenzione di diodi efficienti che emettono luce blu, che ha permesso lo sviluppo di sorgenti di luce bianca luminose ed energeticamente economiche”. Questa la motivazione del premio Nobel per la fisica 2014, assegnato ieri a Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura, gli inventori dei Light Emitting Diodes, o LED, a luce blu.

Si tratta in effetti di un’invenzione rivoluzionaria che trova applicazione in un ventaglio di tecnologie che va dagli schermi agli elettrodomestici, ai flash. Nell’illuminazione domestica i diodi luminosi hanno grande potenzialità, ma finora la loro diffusione è stata frenata dai costi e dalla concorrenza delle lampadine compatte a fluorescenza  o CFL. Oggi però la situazione sta cambiando. Le lampadine a LED sono sempre più comuni, i prezzi si sono abbassati e la qualità dei prodotti è aumentata: ora hanno le carte in regola per rubare quote alle CFL nell’illuminazione delle nostre case.

Lo dimostrano i risultati dei test condotti su 80 modelli di lampadine e faretti a LED nell’ambito del progetto Premium Light, un’iniziativa finanziata dalla Comunità Europea che vede coinvolti di 12 partner tra i quali, per l’Italia, c’è il gruppo eERG del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano. In un anno, si scopre, i prodotti testati hanno guadagnato in media il 30% di efficienza, parallelamente, i prezzi  sonoscesi del 30-40% in un anno e mezzo, spiega a QualEnergia.it l’ingegner Andrea Roscetti, referente del progetto in Italia.

“Le lampadine a LED restano leggermente più costose – osserva Roscetti – ma grazie alla maggiore durata di vita e all’efficienza che hanno raggiunto, in molti casi ormai risultano più convenienti rispetto alle fluorescenti compatte”. Parole confermate dai valori rilevati: i modelli a LED testati hanno efficienze che in genere vanno dai 90 aoltre 100 lumen per watt e durate dichiarate dalle 15mila alle 40mila ore; mentre per le CFL esaminate le efficienze si fermano sui 60 lm/W e le durate di vita dichiarate a 10-12mila ore.

Quanto ai prezzi, ormai si trovano lampadine a LED che costano quasi come le CFL, anche se alcuni modelli restano molto più cari. Il bilancio economico in 10 anni, se si considera il risparmio in bolletta e la necessità di sostituzione, è quello riassunto nella tabella qui sotto: fra LED e CFL il distacco è quasi inesistente, mentre entrambe le tecnologie fanno risparmiare moltissimo sia rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza che rispetto alle alogene.

Dunque vale la pena di comperare oggi una lampadina a LED o una CFL? La risposa non è facile. La tecnologia LED – ci spiegano – è in generale migliore nei seguenti casi:

  • se c’è necessità immediata della massima luminosità, dato che a differenza della maggior parte delle CFL i LED si accendono all’istante;
  • se si richiede una luce regolabile (in questo caso controllate sull’etichetta se la lampadina è “dimmable” e se è compatibile con il dimmer che avete);
  • se per questioni di sicurezza si vuole evitare il mercurio contenuto nelle CFL;
  • quando si richiede una miglior resa di colore: in questo caso si devono scegliere LED con indice di resa cromatica (in etichetta “Ra”) superiore a 90.

Le caratteristiche da valutare quando si sceglie una lampadina sono ben spiegate sul sito di Premium Light, che offre una vera e propria guida all’etichetta. Questi i valori raccomandati dagli esperti per i diversi tipi di prodotti:

Attenzione però: non sempre l’etichetta dice la verità. Il 30% dei modelli testati, si è scoperto, non rispetta i requisiti minimi del regolamento europeo Ecodesign o non dichiara valori corretti sull’imballaggio. I problemi più frequenti – spiegano da Premium Light – sono un flusso luminoso troppo basso rispetto a quanto dichiarato, una resa cromatica inadeguata o una variazione nella temperature di colore della luce tra prodotti dello stesso modello.

A risultare deludenti nelle prove di laboratorio sono state soprattutto le lampadine dimarchi poco conosciuti, mentre i marchi più diffusi hanno ottenuto buoni risultati. Dunque – premesso che sul mercato ci sono molti LED a basso prezzo e di marchi minori con ottime prestazioni – prima di acquistare una lampadina sconosciuta è meglio dare un’occhiata ai test fatti da iniziative come Premium Light